COMUNICATO STAMPA

Sono usciti, editi da Massimo Riposati, per "Diagonale", due volumi che raccolgono gli scritti di Maurizio Poggiali (Roma, 19-2-1965/ Cori-Latina, 8-8-1997), Capitano dell’Aeronautica Militare, scomparso prematuramente, all’età di trentadue anni, nell’incidente aereo sui Monti Lepini provocato da imperizia altrui: il volume di poesie "Lune d’inverno", con la prefazione di Maria Luisa Spaziani ed il libro testimonianza "Top-Gun - Con valore verso le stelle".

 
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"LUNE D'INVERNO":

è la raccolta dei versi giovanili e dei racconti brevi di Maurizio Poggiali.
Prima di intraprendere una prestigiosa carriera militare, che lo avrebbe portato a svolgere, da ufficiale e da navigatore di Tornado, impegnative missioni di volo e a ricoprire importanti incarichi di comando per l'Aeronautica Militare, Maurizio Poggiali dedicò molto del suo tempo alla tessitura di versi che, opportunamente selezionati, vengono ora fedelmente pubblicati postumi in questo libro.
La sua vita - breve ma significativa - improntata ai più alti valori etici e morali mantenuti ben saldi in famiglia, nella carriera di ufficiale dell’A.M. e negli studi universitari e professionali, si svolse di pari passo con la sua vocazione alla scrittura.
Questo si chiedeva, in una lettera indirizzata alla poetessa Maria Luisa Spaziani, l'allora allievo ufficiale dell'Accademia Aeronautica Maurizio Poggiali, nel gennaio 1987:"Ci può essere qualcosa di più bello dell'attività creativa e letteraria in particolare? Mettersi lì, davanti alla carta bianca, candida, a scrivere e aggiustare e togliere e riscrivere, lei sa quanto appaghi."
La passione per la poesia esprime, forse, il lato più autentico ed essenziale di Maurizio Poggiali.
La prefazione al libro è scritto dalla più apprezzata poetessa italiana: Maria Luisa Spaziani.

 

PREFAZIONE DI MARIA LUISA SPAZIANI

A un mistico spagnolo che era nel mirino di Torquemada fu rivolta una domanda imbarazzante: Pensi tu che Dio, nella sua saggezza infinita, possa aver commesso anche soltanto uno sbaglio nella creazione del mondo? La risposta negativa avrebbe urtato contro l'evidenza della storia, catena infinita di sciagure. Ma ancora più pericoloso sarebbe stato rispondere "sì".
Il mistico disse che un errore c'era stato: permettere che si muoia a età molto diverse, vedere vecchi che raggiungono la tarda vecchiaia e giovani che scompaiono nel fiore degli anni, quando ogni strada è spalancata sull'avvenire. Aggiunse però subito una considerazione che lo salvò. Disse, sulla base di dotte affermazioni di santi e di spiriti illuminati, che la vita è come un elastico, che rimane lo stesso, teso o rilasciato che sia, e che a qualsiasi età si muoia noi abbiamo già ricevuto il massimo della grazia e delle opportunità che il Cielo ci aveva destinate. La qualità conta, non la quantità: la quantità è soltanto visibile per chi resta, per chi non può entrare negli alti disegni del Creatore.
Ho perso nel corso della mia già lunga vita tanti amici, troppi, per guerra, per malattie, anche per suicidio. Perché se ne sono andati loro e non altri, e non noi? Resta un mistero insondabile che si è riproposto quando ho appreso brutalmente, alla radio, la notizia dell'incidente che - è il caso di dirlo - aveva troncato le ali a Maurizio Poggiali. Un senso di assurdità, di rabbioso stupore. Coetaneo di mia figlia, bellissimo ragazzo gioiosamente aperto alla vita...Perché?
Leggo le lettere che mi spediva da luoghi diversi, con stati d'animo diversi, e la mia desolazione è infinita.
Certe parole sono belle in sé ma terribili per chi le legge con gli occhi del "dopo". Maurizio si dice orgoglioso, sente quella bellezza che consiste nell'offrire qualcosa agli altri. Parole importanti che in forma meno occasionale ritornano nelle sue poesie ricche di umanità e di slancio.
E' un caso che qui la prima poesia della raccolta (data: 25-11-82) abbia già un tocco di cupo presagio che mi fa pensare all'"elastico" di cui parlava quel mistico spagnolo? Il "viale" ci guida tutti a uno stesso luogo.

IL VIALE

Camminiamo,
camminiamo lungo un viale
che per alcuni è alberato
e pieno di colori,
e per altri è deserto
e spento.
Non si rallegrino, però,
i primi;
né si rattristino
gli altri:
uguale per tutti
è il luogo
dove esso conduce.


Ci sono molte poesie "belle", d'impianto prosodico tradizionale che testimoniano della sensibilità, del gusto e della cultura di questo giovane straordinario. Penso a "Delusione":

                                                        come
                                                                 bellezza svanita nel nulla
                                                                 fragile luce
                                                               di candela spezzata
                                                                                               spazzata
                                           dal vento di una foglia che
                                                                          cade
                                                    nella notte
                                                                                  profonda.

Bisogna leggerla così sulla carta, con i suoi "bianchi" e i suoi ritmi spezzati, le sue micromisure e purtroppo anche con il cupo presagio che le parole contengono.
E poi ci sono testi d'altro tono e tenore, rotti, sperimentali, anche questi interessanti almeno per dimostrare il largo ventaglio delle possibilità espressive di questo giovane autore che certo ci avrebbe riservato delle sorprese. Lo voglio considerare "un poeta", allo stesso modo con cui le sue autorità aeronautiche lo hanno promosso a "Maggiore".
E, con i suoi cari, lo piangerò a lungo.

Maria Luisa Spaziani

 

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