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Roma, 24 set. |
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 p> ''La vita di
Maurizio - racconta Fabio Poggiali, fratello della vittima - era dedicata
allo studio. Laureato in ingegneria a Londra, era in procinto di laurearsi in
Ingegneria aeronautica a Napoli. Uno dei pochi piloti, che oltre alla propria
attivita' nell'Aeronautica militare era riuscito a
portare avanti gli studi''. ''Il sogno di Maurizio -
prosegue il fratello Fabio - era di diventare astronauta; un sogno che poteva
diventare realta', dato che prima dell'incidente
Maurizio prestava servizio al 'Reparto Sperimentale Volo'
di Pratica di Mare. Uno dei settori più prestigiosi dell'Aeronautica
italiana, dove vengono fatte le selezioni per i futuri astronauti''. |
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Inaugurato Largo Maurizio Poggiali Uno slargo del quartiere Ardeatino è stato
dedicato al capitano dell'aeronautica morto in un incidente sul Monte Lupone. A dare il via alla cerimonia, il sindaco Veltroni.
''Un ragazzo
di 32 anni, caduto mentre faceva il proprio dovere. Una persona che aveva
stabilito un "Con
tempi che stiamo per affrontare - ha detto il primo cittadino - con la
sensazione e il rischio che si possa cominciare una nuova guerra forse ancora
più senso, per noi, essere qui oggi, per ricordare cosa significhi una vita
spezzata". |
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Roma, 2 ott. 'Largo
Maurizio Poggiali', dedicato alla memoria del
giovane pilota dell'aeronautica militare, morto in un incidente aereo l'8
agosto del 1997. Alla cerimonia di inaugurazione, accompagnata dalla banda
musicale e dal picchetto d'onore dell'aviazione militare, hanno partecipato autorita' civili e militari, oltre a numerosi amici e
parenti del capitano Maurizio Poggiali. ''Oggi e' un giorno importante per la
mia famiglia e per la citta' di Roma -ha detto
Fabio Poggiali, fratello del pilota caduto- e sono felice che l'aviazione
militare abbia voluto esser presente a questa cerimonia''. Fabio Poggiali ha
poi tracciato un rapido ritratto del fratello Maurizio, da cui e' emersa la
figura di un ragazzo appassionato dello spazio e del volo cosi'
come della letteratura, amante dello studio e orgoglioso del proprio lavoro. |
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Discorso del fratello Fabio in occasione della cerimonia di inaugurazione del Largo Maurizio Poggiali, 2-10-2002:
IN NOME DI MIO FRATELLO
Buongiorno,
oggi è un giorno importante per la mia famiglia, per l'Aeronautica Militare e
per la città di Roma.
Vorrei innanzitutto esprimere pubblicamente il mio più sentito ringraziamento
nei confronti del Sindaco Veltroni, dell'Assessore Borgna
e di tutti coloro che in questi anni si sono impegnati per il raggiungimento di
questa onorificenza alla memoria di mio fratello Maurizio. Vorrei, tra gli
altri, citare il dott. Verini, la dot.ssa
Margotti e la sig.ra Talamonti del Comune di Roma che
hanno seguito l'iter burocratico.
Sono felice che l'Aeronautica militare abbia voluto presenziare a questa
manifestazione in memoria del Capitano Poggiali con

Permettetemi di
ricordare qualche tratto della pesonalità di mio
fratello.
Maurizio, chi l'ha conosciuto lo sa, era una persona speciale ed è stato, con i
miei genitori, la persona dalla quale ho imparato di più, da tutti i punti di
vista.
Pur essendo quasi coetanei, fin da bambini ha sempre manifestato un senso di
protezione nei miei confronti; evidentemente sentiva il grado di "fratello
maggiore" e si comportava come tale: serio, ponderato, equilibrato, già
grande in tenera età.
Fin da adolescente dimostra grande interesse per il mondo culturale e
scientifico. Si impegna per la creazione di un organismo giovanile europeistico
ed attraverso i suoi scritti e la partecipazione a varie conferenze ed
incontri, espone la necessità e l'importanza della collaborazione fra i vari
paesi europei, nel settore scientifico- tecnologico, con il fine ultimo di
aiutare il processo dell'integrazione europea
Dopo il liceo scientifico Peano, fu ammesso
all'Accademia Areonautica di Pozzuoli, una volta
ultimato il corso Falco IV - risultando primo tra i navigatori -, fu inviato, a
più riprese, dapprima negli U.S.A., in seguito in Inghilterra presso le più
qualificate scuole di specializzazione e basi aeree del mondo; infine fu
assegnato, nel 1991, alla base di Ghedi (Brescia),
tra i famosi "diavoli rossi" e, nel 1994, al Reparto Sperimentale
Volo di Pratica di Mare.
Ho sempre ammirato in Maurizio la calma, la serenità e la forza psicologica che
emanava. Se, per esempio era impegnatissimo in una
relazione tecnica per l'Aeronautica Militare (prestava servizio presso
Io lo pensavo e qualche volta lo apostrofavo "missione e dovere";
ogni azione, per lui, doveva essere eticamente giusta, kantianamente
necessaria e morale.
Maurizio era molto riservato e pudico; non parlava quasi mai del suo lavoro e
delle gratificazioni che riceveva o delle difficoltà che doveva superare. Io
non ho mai capito granché di questioni militari (a volte mi paiono addirittura
assurde), però rileggendo il suo curriculum e rivedendo tutti i suoi attestati,
i suoi diplomi e le sue qualifiche non posso che essere orgogliosissimo di mio
fratello e cosciente del suo indiscutibile valore. Pochi, in Italia,
raggiungono il suo livello e pochi a quell'età.
Maurizio era e si sentiva giovane, con una ingenuità
di fondo che traspariva, per esempio, quando chiedeva collaborazione per allacciarsi
una cravatta - da solo proprio non riusciva a farsi il nodo -, ma a volte
dimostrava una maturità, una saggezza da persona estremamente giudiziosa e di
là con gli anni. Aveva assorbito, credo, uno stile di vita e una
professionalità con le quali viveva il quotidiano e le
piccole azioni di tutti i giorni.
Maurizio detestava i furbi, gli arroganti, i superficiali, coloro che
"barano" nella vita, e tutti coloro che agiscono disonestamente ed in
malafede. Al contrario di questi, Maurizio viveva onestamente, con una grande
prudenza, un temperamento virile ma al tempo stesso delicato e con una tenacia
fuori dal comune. Desiderava lottare per vincere e tutto ciò che si otteneva
senza sacrificio lo considerava superfluo, non equo, forse inutile.
Purtroppo la sua esistenza, su questa terra, si è conclusa prematuramente e per
imperizia altrui. Il pilota che conduceva l'aereo, l'8-8-
Io vorrei che la vita e la morte di mio fratello fossero un insegnamento.
Vorrei che tutti quelli che in aereo, in automobile, in moto, in nave,
commettono degli eccessi o delle imprudenze, di qualunque tipo, viceversa si
ricredano, adottino una conduzione accorta del mezzo ed evitino altre tragedie
come questa. E' un bel regalo che si potrà fare alla memoria di Maurizio.
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Maurizio, pur
possedendo un carattere determinato e risoluto, era un ragazzo molto sensibile:
in qualche occasione poteva apparire un po' rigido, schematico,
"militare" e forse lo era, ma era altresì capace di cambiare il suo
atteggiamento, di scusarsi, di "cedere" se riteneva giusto farlo.
Era anche modesto Maurizio, non si vantava mai, di alcuna cosa; qualsiasi
evento positivo era frutto della sua applicazione e del suo impegno, perciò
giusto e non da sbandierare. Non l'ho mai visto litigare con alcuno - se non
con me - anche se so che aveva un temperamento molto deciso e si sapeva far
rispettare. Questo me lo hanno testimoniato molti suoi colleghi e lo posso
testimoniare anch'io.
Sono cosciente di essere stato molto fortunato ad aver ricevuto - oltre gli
insegnamenti dei miei genitori - anche quelli di mio fratello.
Aveva un sacro rispetto dei nostri genitori e della nostra famiglia: adorava
vedere tutti i familiari raccolti intorno ad un tavolo imbandito per Pasqua o
per Natale.
Per Maurizio la persona più importante di tutte e quella alla quale voleva più
bene in assoluto era nostra madre. La adorava, e pur essendo caratterialmente
piuttosto chiuso e poco propenso alle confidenze, alle tenerezze, la amava di
un bene puro, concreto, maturo. Egli ha sempre desiderato, con tutta la sua
anima e la sua intelligenza, che nostra madre - sempre a noi vicina e
comprensiva - vivesse serena e senza preoccupazioni. Molto spesso, dall'estero,
le scriveva e so che aveva bisogno della sua insostituibile presenza e delle
sue materne raccomandazioni che mia madre, del resto, non gli ha mai fatto
mancare.
Lo stesso dicasi per l'apporto morale e pratico che
mio padre gli ha sempre fornito, quando ciò era necessario. Un'altra qualità,
non secondaria di Maurizio, era la magnanimità e la volontà di mettere a
servizio del prossimo le proprie esperienze. I suoi scritti, i suoi elaborati,
le sue relazioni, le sue poesie, addirittura le cartoline inviate alla famiglia
testimoniano questo suo intento.
Il suo tema, del 1985, vincitore del concorso "I giovani incontrano
l'Europa", anticipa l'integrazione europea così attuale e prossima alla
scadenza del 2000 e prefigura già la necessaria, futura, collaborazione
tecnologica-scientifica dell'Europa unita.
Dopo la sua esperienza alla base RAF di Cranwell,
dall'agosto 1995 al luglio 1996, aveva compilato una guida (rimasta incompiuta)
per i frequentanti al corso, al fine della futura utilizzazione da parte di
tutti i prossimi partecipanti, offrendo loro le sue esperienze dirette,
logistiche, burocratiche, professionali ed umane e rendendoli edotti delle
difficoltà da lui incontrate.
I suoi messaggi, le sue lettere, non appaiono mai banali o superficiali e
quando sono sintetici sono, parimenti, efficaci ed intensi: significativi,
insomma.
Maurizio amava il mare - forse il più bel periodo della nostra infanzia sono
state le estati trascorse insieme sulla spiaggia di Tor
Vaianica - le barche a vela, ma anche il campeggio,
le escursioni in montagna e tutto ciò che riguardava il miracolo della natura.
Egli era un appassionato dello spazio, della luna, del sole e delle stelle.
Del resto, così come la sua poesia "Alle stelle" ci è parsa la più
adatta a rappresentare la sua sensibilità e l'abbiamo, conseguentemente, fatta
trascrivere sulla sua lapide sopra la tomba di famiglia, nel cimitero di Prima Porta
(Roma) dove Maurizio riposa, parimenti il motto presente nello stemma araldico
dell'A.M. "Virtute siderum
tenus" - che significa "Con valore verso le
stelle" - ci è sembrato idoneo come sottotitolo del libro a lui dedicato.
Maurizio amava i bambini e certamente, se avesse avuto dei figli, ha lasciato
scritto che <<li avrebbe educati con la stessa generosità con la quale
siamo stati educati noi dai nostri genitori>>: con molte attenzioni e
premure, facendo capire loro la differenza tra il bene ed il male, ottimista e
sicuro che alla fine il bene vince. Sono sicuro che ora, dall'alto è orgoglioso che una scuola abbia il suo nome e che molti
bambini, piccoli principi, oggi presenti, lo considirino
un esempio.
Molti suoi amici o colleghi, la fidanzata e chi ha avuto modo di conoscerlo, lo
ricordano anche molto simpatico e scherzoso. Se in famiglia appariva, il più
delle volte, riservato e serio, e d'altronde ricopriva il ruolo del figlio e
del fratello maggiore avvertendone la responsabilità, suscitava naturalmente
simpatia ed emanava allegria con gli amici che lo rammentano vivace,
comunicativo ed espansivo, fino all'estroversione.
Possedeva, fin da adolescente, un fortissimo senso dell'adattamento e questo -
unito alla sua riservatezza, qualche volta lo facevano apparire, ai miei occhi,
una figura a metà tra un guru spirituale, un missionario laico ed un maestro di
sapienza. Questa sua "superiorità" l'ho sempre avvertita,
specialmente negli ultimi dieci anni della sua vita, anche se il vivere quotidiano
porta a non mettere a fuoco molte azioni o pensieri che invece la morte rianalizza e fissa definitivamente attraverso un montaggio
a posteriori.
Maurizio amava moltissimo studiare e scrivere al computer: queste due attività
sono state le più continue degli ultimi anni.
Non ammetteva lo studio fine a se stesso, quello che ti permette di superare
l'esame lasciandoti, peraltro, vuoti e lacune - avendo appreso poco o nulla -,
al solo scopo di accelerare il tuo corso di studi per il traguardo della laurea
prima possibile.
Maurizio, pur lavorando da anni intensamente, si sarebbe laureato
all'Università "Federico II" di Napoli, in ingegneria aeronautica,
nel giro di due o tre anni, anche se, tra esami in Accademia e nelle varie
Università frequentate, in Italia ed all'estero, è come se, potenzialmente, si
fosse già laureato due volte. Per esempio, la frequenza (da agosto
Questa sua preparazione - prevalentemente scientifica, storico-politica, e nel diritto
- oltre che nella sua specifica disciplina di ingegneria aeronautica,
traspariva da ogni suo discorso o commento ai fatti del giorno o ad un
telegiornale. Il suo bagaglio di conoscenze era elevatissimo ed il suo iter
universitario (considerando le votazioni e la media generale) prestigioso. Sono
stato felice - seppur nella mestizia dell'evento - quando, il 18-3-1998, il
Rettore dell'Università di Napoli, il Prof. Fulvio Tessitore, ha conferito alla
memoria di mio fratello un diploma di benemerenza. E' un riconoscimento, credo,
significativo ed importante per lui e per la nostra famiglia che lo ha visto
impegnarsi, negli studi, al limite delle possibilità umane. Così come ero stato
orgoglioso, il 25-2-1998, quando il Santo Padre Giovanni Paolo II ha permesso
alla mia famiglia di incontrarlo in Vaticano. Maurizio aveva stima del Papa e
so che avrebbe aderito con fervore religioso a questa iniziativa.
Penso, in verità, che io ho perso mio fratello, i miei genitori hanno perso un
figlio, Flavia ha forse perso l'uomo della sua vita e l'Italia ha perso un suo
valido ufficiale -addestrato a difendere il nostro Paese in caso di ostilità.
Non tutti hanno queste facoltà e questo spirito di sacrificio. Io, per esempio,
non ce l'ho.
Ai funerali di Stato, all'aeroporto militare di Pratica di Mare, c'erano circa
mille persone, tra familiari, personalità, colleghi, amici, provenienti da
tutta Italia e molti erano in lacrime.
Come ho scritto prima, Maurizio - convinto assertore della meritocrazia - era
molto determinato e deciso nel raggiungere i suoi obiettivi che continuamente,
nella sua vita, si prefiggeva: ultimamente la laurea in Ingegneria Aeronautica
e credo, la possibilità, in un futuro, di partecipare al concorso per
astronauti. Gli ultimi astronauti italiani, hanno seguito la stessa strada
percorsa da mio fratello, tanto che erano colleghi e si stimavano a vicenda.
Per questi due obiettivi, la laurea e lo spazio, dedicava tutto il suo tempo a
disposizione allo studio, al perfezionamento e all'impegno intellettuale, non
facendo, tuttavia, mancare il suo apporto morale alla famiglia.
Un filosofo cattolico francese, Jean Guitton, afferma
che <<quando si è preti o militari non si deve aver paura di
morire>>.
Maurizio non aveva paura di morire; anche perché era consapevole dei rischi del
suo mestiere (peraltro, a suo avviso, non più alti di molti mestieri
considerati dal pensiero comune, a torto, più sicuri) ed improntava la sua vita
ed il suo lavoro ad una monastica e rigorosa disciplina e, direi,
coraggiosamente.
Maurizio molto spesso mi rassicurava: gli incidenti aerei avvengono meno
frequentemente che con altri mezzi di trasporto e si
manifestano, principalmente, per due motivi: errore umano e guasto
tecnico. Le percentuali sono, rispettivamente, circa del 90% e del 10%. Egli
era preparato a non sbagliare; anche se questo, nella vita, non è sufficiente
perché può sbagliare un altro e coinvolgerti nell'incidente.
E' bello, del resto, pensare che Maurizio si era diplomato,
all'Accademia Aeronautica di Pozzuoli, nel 1989, risultando primo del suo corso
tra i navigatori ed ultimamente ricopriva la qualifica di Istruttore di
Specialità Sperimentazione e di capo della sezione Navigatori del reparto
d'élite dell'A.M: il Reparto Sperimentale Volo di
Pratica di Mare, dove prestava servizio dalla fine del 1994.
Un' ultima considerazione, dopo l'8-8-1997, la vita
della mia famiglia e quella mia personale è cambiata. E' come se, da quel
giorno, noi tre fossimo rinati a nuova vita con questa imprevista condizione di
mancanza, di vuoto, di attesa di qualcuno che non arriverà mai più. Viviamo
ricordando Maurizio e Maurizio vive in noi, più di prima.
Ricostruire quelle terribili ore, dal momento in cui abbiamo saputo che era
caduto l'aereo con a bordo "Ziolo",
fino al momento in cui abbiamo saputo che era privo di vita e non poter fare
niente contro la morte, è impossibile e, probabilmente, addirittura inutile:
fanno parte delle laceranti emozioni vissute sulla nostra pelle e delle
tragedie purtroppo capitate alla famiglia Poggiali che Maurizio, più di
chiunque altro, è riuscito, in vita, ad onorare e della quale era sicuramente
il rappresentante più prestigioso.
Maurizio era orgoglioso di appartenere all'Aeronautica Militare e noi siamo
sempre stati orgogliosi di lui. Pochi giorni prima della tragedia mi confidò
che il suo lavoro, al Reparto Sperimentale Volo, gli piaceva e so che si
dedicava anima e corpo al suo impegno.
Con lo spirito e gli insegnamenti di mio fratello, ciò che mi urge gridare è
che - al di là dei lla responsabilità e della
negligenza del pilota e dell'altro sopravvissuto, - trovo francamente
inaccettabile che un aereo militare cada in Italia, nel
Per questo, la mia famiglia ed io, da anni stiamo cercando di far evidenziare
la verità e la giustizia e ritengo sia un diritto ed un dovere della mia
famiglia l'accertamento delle varie negligenze e delle responsabilità.
Purtroppo, a seguito dell'incidente, nonostante la solidarietà espressaci dal
Presidente della Repubblica e da alcuni rappresentanti istituzionali, siamo e
lo dico con rammarico, rimasti soli.
Maurizio si è sempre battuto, in tutta la sua vita, per l'onesta, la giustizia
e la verità. Sono i cardini degli insegnamenti che Maurizio aveva assorbito
dalla mia famiglia che ora cerca di onorare la sua memoria, facendo rivivere il
suo spirito nel tempo e cerca altresì di evitare che in futuro accadano
tragedie come quella che è costata la vita a mio
fratello.
Vorrei che questo non si dimenticasse mai ed oggi, questo. Maurizio credeva in
Dio, era religioso ed aveva una visione spirituale della vita: questa
consapevolezza ci fa essere più vicini a lui sapendo che è lassù nei cieli e ci
protegge dall'alto.
Ringrazio ancora il Sindaco Veltroni, l'Assessore Borgna,
e il dott. Veri ni, la sig.ra Talamonti
e la dott. ssa Margotti che negli anni hanno seguito
l'iter per arrivare a questa celebrazione che è un onore per la mia famiglia,
per l' Aeronautica Militare e per la sua città tanto
amata: Roma.

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Poesia di Fabio Poggiali Maurizio, |

Attestati, brevetti e qualifiche.
MMotivazione
della medaglia d'oro al valore aeronautico
concessa alla bandiera di gruppo del Reparto Sperimentale Volo
"
Nell'assolvimento
dell'ardua attività di sperimentazione di nuove macchine a terra ed in volo, ha
fin dai tempi pioneristici dell'aviazione, offerto esempio di dedizione
appassionata ed instancabile al dovere, consentendo all' Aeronautica
Militare, alle Forze Armate italiane ed alla Nazione di conseguire risultati di
avanguardia nella realizzazione di programmi nazionali ed internazionali nel
settore aerospaziale.
L'appassionato e generoso slancio degli equipaggi nel corso delle ardimentose
prove, la conseguente accettazione del rischio della vita nella ricerca dei
limiti di funzionamento e di sicurezza delle macchine, il supremo sacrificio di
molti dei suoi uomini, sono testimonianza indelebile e nobilissima di una
tradizione di eroismo e di virtù militari e professionali, che danno prestigio
all'Aeronautica Militare ed all'Italia"