LA CAPITALE ONORA IL GIOVANE PILOTA MAURIZIO POGGIALI

 

Roma, 24 set.

ANSA
Maurizio Poggiali, il pilota dell'Aeronautica militare perito in un incidente aereo l'8 agosto del 1997, sara' ricordato nella toponomastica di Roma. 'Largo Maurizio Poggiali' verra' inaugurato il prossimo 2 ottobre lungo Via Andrea Milleovoi, in zona Cecchignola, alla presenza del Sindaco Walter Veltroni, dell'Assessore alle Politiche Culturali Gianni Borgna e di numerose personalita' civili e militari. Fabio Poggiali, fratello del pilota caduto e Presidente dell''Associazione Maurizio Poggiali', ringrazia il Sindaco e il Comune di Roma ''per questo riconoscimento alla memoria di Maurizio''.
A Maurizio Poggiali, asso della aviazione italiana, perito in un incidente aereo su Monte Lupone l'8 agosto del 1997, e' stata gia' intitolata una scuola elementare, in Via Aristide Leonori. In quella occasione, il sindaco Walter Veltroni paragono' la figura del giovane pilota, capitano dell'Aeronautica a soli 32 anni, navigatore di 'Tornado' e sperimentatore di nuovi velivoli, con quella dell'aviatore-scrittore Antoine de Saint-Exupéry, autore dei libri 'Il Piccolo principe' e di 'Volo di notte'. Oltre alla passione per i cieli, c'era anche quella della scrittura, infatti, ad accomunare i due piloti. Di Maurizio Poggiali sono stati pubblicati postumi due libri: uno di poesie, 'Lune d'inverno', con la prefazione di Maria Luisa Speziani; l'altro, autobiografico 'Maurio Poggiali. Topgun con valore verso le stelle'.

 

 

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''La vita di Maurizio - racconta Fabio Poggiali, fratello della vittima - era dedicata allo studio. Laureato in ingegneria a Londra, era in procinto di laurearsi in Ingegneria aeronautica a Napoli. Uno dei pochi piloti, che oltre alla propria attivita' nell'Aeronautica militare era riuscito a portare avanti gli studi''. ''Il sogno di Maurizio - prosegue il fratello Fabio - era di diventare astronauta; un sogno che poteva diventare realta', dato che prima dell'incidente Maurizio prestava servizio al 'Reparto Sperimentale Volo' di Pratica di Mare. Uno dei settori più prestigiosi dell'Aeronautica italiana, dove vengono fatte le selezioni per i futuri astronauti''.
''Il 2 ottobre - spiega Fabio Poggiali - sara' una festa in onore di Maurizio: saranno presenti autorita' civili e miliatri, familiari e amici. A nome della 'Associazione Maurizio Poggiali' e della mia famiglia, voglio esprimere il piu' sentito ringraziamento al Sindaco Veltroni e al Comune di Roma, che con questa iniziativa hanno voluto onorare la memoria di un giovane di grandi capacita', e orgoglioso del proprio lavoro''.
(Adnkronos)

 

 

 

Inaugurato Largo Maurizio Poggiali

Uno slargo del quartiere Ardeatino è stato dedicato al capitano dell'aeronautica morto in un incidente sul Monte Lupone. A dare il via alla cerimonia, il sindaco Veltroni.

ROMA -

''Un ragazzo di 32 anni, caduto mentre faceva il proprio dovere. Una persona che aveva stabilito un
sottile filo di coerenza fra il dovere di pilota e la sua passione letteraria e civile. Se c'è qualcuno a cui credo sia giusto che la città renda omaggio, queste sono esattamente le persone come Maurizio Poggiali".
Con queste parole oggi il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha aperto la cerimonia di inaugurazione di 'Largo Maurizio Poggiali', all'Ardeatino, dedicato alla memoria del giovane pilota dell'aeronautica militare, morto in un incidente aereo l'8 agosto del 1997.

"Con tempi che stiamo per affrontare - ha detto il primo cittadino - con la sensazione e il rischio che si possa cominciare una nuova guerra forse ancora più senso, per noi, essere qui oggi, per ricordare cosa significhi una vita spezzata".
"Abbiamo voluto dedicare questo slargo alla memoria di Maurizio - ha spiegato il sindaco - con l'obiettivo preciso di dare il segno di una presenza che continua. Così è per i bambini della scuola elementare che già porta il nome di Maurizio Poggiali e così sarà per i cittadini di questo quartiere".
Alla cerimonia di inaugurazione, accompagnata dalla banda musicale e dal picchetto d'onore dell'aviazione militare, hanno partecipato autorita' civili e militari, oltre a numerosi amici e parenti del capitano.

(Il nuovo, 2 OTTOBRE 2002)
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Roma, 2 ott.

'Largo Maurizio Poggiali', dedicato alla memoria del giovane pilota dell'aeronautica militare, morto in un incidente aereo l'8 agosto del 1997. Alla cerimonia di inaugurazione, accompagnata dalla banda musicale e dal picchetto d'onore dell'aviazione militare, hanno partecipato autorita' civili e militari, oltre a numerosi amici e parenti del capitano Maurizio Poggiali. ''Oggi e' un giorno importante per la mia famiglia e per la citta' di Roma -ha detto Fabio Poggiali, fratello del pilota caduto- e sono felice che l'aviazione militare abbia voluto esser presente a questa cerimonia''. Fabio Poggiali ha poi tracciato un rapido ritratto del fratello Maurizio, da cui e' emersa la figura di un ragazzo appassionato dello spazio e del volo cosi' come della letteratura, amante dello studio e orgoglioso del proprio lavoro.
Paolo Petrillo ADN

 

 

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Discorso del fratello Fabio in occasione della cerimonia di inaugurazione del Largo Maurizio Poggiali, 2-10-2002:

IN NOME DI MIO FRATELLO

Buongiorno, oggi è un giorno importante per la mia famiglia, per l'Aeronautica Militare e per la città di Roma.
Vorrei innanzitutto esprimere pubblicamente il mio più sentito ringraziamento nei confronti del Sindaco Veltroni, dell'Assessore Borgna e di tutti coloro che in questi anni si sono impegnati per il raggiungimento di questa onorificenza alla memoria di mio fratello Maurizio. Vorrei, tra gli altri, citare il dott. Verini, la dot.ssa Margotti e la sig.ra Talamonti del Comune di Roma che hanno seguito l'iter burocratico.
Sono felice che l'Aeronautica militare abbia voluto presenziare a questa manifestazione in memoria del Capitano Poggiali con la Sua presenza ed i commoventi e sentiti interventi musicali. Grazie di cuore.

Permettetemi di ricordare qualche tratto della pesonalità di mio fratello.
Maurizio, chi l'ha conosciuto lo sa, era una persona speciale ed è stato, con i miei genitori, la persona dalla quale ho imparato di più, da tutti i punti di vista.
Pur essendo quasi coetanei, fin da bambini ha sempre manifestato un senso di protezione nei miei confronti; evidentemente sentiva il grado di "fratello maggiore" e si comportava come tale: serio, ponderato, equilibrato, già grande in tenera età.
Fin da adolescente dimostra grande interesse per il mondo culturale e scientifico. Si impegna per la creazione di un organismo giovanile europeistico ed attraverso i suoi scritti e la partecipazione a varie conferenze ed incontri, espone la necessità e l'importanza della collaborazione fra i vari paesi europei, nel settore scientifico- tecnologico, con il fine ultimo di aiutare il processo dell'integrazione europea
Dopo il liceo scientifico Peano, fu ammesso all'Accademia Areonautica di Pozzuoli, una volta ultimato il corso Falco IV - risultando primo tra i navigatori -, fu inviato, a più riprese, dapprima negli U.S.A., in seguito in Inghilterra presso le più qualificate scuole di specializzazione e basi aeree del mondo; infine fu assegnato, nel 1991, alla base di Ghedi (Brescia), tra i famosi "diavoli rossi" e, nel 1994, al Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare.
Ho sempre ammirato in Maurizio la calma, la serenità e la forza psicologica che emanava. Se, per esempio era impegnatissimo in una relazione tecnica per l'Aeronautica Militare (prestava servizio presso la Divisione Aerea Studi Ricerche e Sperimentazioni dell'aeroporto di Pratica di Mare), o concentrato per la preparazione di un esame universitario (era laureando in Ingegneria Aeronautica, indirizzo aerospaziale, all'Università "Federico II" di Napoli), poteva ugualmente distogliere la sua attenzione, quando mi presentavo, a più riprese, a lui che, chinato sulla scrivania - spesso davanti lo schermo acceso del computer - senza alcuna insofferenza, era prodigo di consigli chiarificatori.. Maurizio invece riusciva a vincere il suo ego ed era generoso, anche in quei momenti.
Io lo pensavo e qualche volta lo apostrofavo "missione e dovere"; ogni azione, per lui, doveva essere eticamente giusta, kantianamente necessaria e morale.
Maurizio era molto riservato e pudico; non parlava quasi mai del suo lavoro e delle gratificazioni che riceveva o delle difficoltà che doveva superare. Io non ho mai capito granché di questioni militari (a volte mi paiono addirittura assurde), però rileggendo il suo curriculum e rivedendo tutti i suoi attestati, i suoi diplomi e le sue qualifiche non posso che essere orgogliosissimo di mio fratello e cosciente del suo indiscutibile valore. Pochi, in Italia, raggiungono il suo livello e pochi a quell'età.
Maurizio era e si sentiva giovane, con una ingenuità di fondo che traspariva, per esempio, quando chiedeva collaborazione per allacciarsi una cravatta - da solo proprio non riusciva a farsi il nodo -, ma a volte dimostrava una maturità, una saggezza da persona estremamente giudiziosa e di là con gli anni. Aveva assorbito, credo, uno stile di vita e una professionalità con le quali viveva il quotidiano e le piccole azioni di tutti i giorni.
Maurizio detestava i furbi, gli arroganti, i superficiali, coloro che "barano" nella vita, e tutti coloro che agiscono disonestamente ed in malafede. Al contrario di questi, Maurizio viveva onestamente, con una grande prudenza, un temperamento virile ma al tempo stesso delicato e con una tenacia fuori dal comune. Desiderava lottare per vincere e tutto ciò che si otteneva senza sacrificio lo considerava superfluo, non equo, forse inutile.
Purtroppo la sua esistenza, su questa terra, si è conclusa prematuramente e per imperizia altrui. Il pilota che conduceva l'aereo, l'8-8-1997, ha commesso un errore e Maurizio che era a bordo, nella caduta del velivolo SIAI 208, su Monte Lupone (Cori), ha riportato un trauma cranico ed è morto.
Io vorrei che la vita e la morte di mio fratello fossero un insegnamento.
Vorrei che tutti quelli che in aereo, in automobile, in moto, in nave, commettono degli eccessi o delle imprudenze, di qualunque tipo, viceversa si ricredano, adottino una conduzione accorta del mezzo ed evitino altre tragedie come questa. E' un bel regalo che si potrà fare alla memoria di Maurizio.

 

 

Maurizio, pur possedendo un carattere determinato e risoluto, era un ragazzo molto sensibile: in qualche occasione poteva apparire un po' rigido, schematico, "militare" e forse lo era, ma era altresì capace di cambiare il suo atteggiamento, di scusarsi, di "cedere" se riteneva giusto farlo.
Era anche modesto Maurizio, non si vantava mai, di alcuna cosa; qualsiasi evento positivo era frutto della sua applicazione e del suo impegno, perciò giusto e non da sbandierare. Non l'ho mai visto litigare con alcuno - se non con me - anche se so che aveva un temperamento molto deciso e si sapeva far rispettare. Questo me lo hanno testimoniato molti suoi colleghi e lo posso testimoniare anch'io.
Sono cosciente di essere stato molto fortunato ad aver ricevuto - oltre gli insegnamenti dei miei genitori - anche quelli di mio fratello.
Aveva un sacro rispetto dei nostri genitori e della nostra famiglia: adorava vedere tutti i familiari raccolti intorno ad un tavolo imbandito per Pasqua o per Natale.
Per Maurizio la persona più importante di tutte e quella alla quale voleva più bene in assoluto era nostra madre. La adorava, e pur essendo caratterialmente piuttosto chiuso e poco propenso alle confidenze, alle tenerezze, la amava di un bene puro, concreto, maturo. Egli ha sempre desiderato, con tutta la sua anima e la sua intelligenza, che nostra madre - sempre a noi vicina e comprensiva - vivesse serena e senza preoccupazioni. Molto spesso, dall'estero, le scriveva e so che aveva bisogno della sua insostituibile presenza e delle sue materne raccomandazioni che mia madre, del resto, non gli ha mai fatto mancare.
Lo stesso dicasi per l'apporto morale e pratico che mio padre gli ha sempre fornito, quando ciò era necessario. Un'altra qualità, non secondaria di Maurizio, era la magnanimità e la volontà di mettere a servizio del prossimo le proprie esperienze. I suoi scritti, i suoi elaborati, le sue relazioni, le sue poesie, addirittura le cartoline inviate alla famiglia testimoniano questo suo intento.
Il suo tema, del 1985, vincitore del concorso "I giovani incontrano l'Europa", anticipa l'integrazione europea così attuale e prossima alla scadenza del 2000 e prefigura già la necessaria, futura, collaborazione tecnologica-scientifica dell'Europa unita.
Dopo la sua esperienza alla base RAF di Cranwell, dall'agosto 1995 al luglio 1996, aveva compilato una guida (rimasta incompiuta) per i frequentanti al corso, al fine della futura utilizzazione da parte di tutti i prossimi partecipanti, offrendo loro le sue esperienze dirette, logistiche, burocratiche, professionali ed umane e rendendoli edotti delle difficoltà da lui incontrate.
I suoi messaggi, le sue lettere, non appaiono mai banali o superficiali e quando sono sintetici sono, parimenti, efficaci ed intensi: significativi, insomma.
Maurizio amava il mare - forse il più bel periodo della nostra infanzia sono state le estati trascorse insieme sulla spiaggia di Tor Vaianica - le barche a vela, ma anche il campeggio, le escursioni in montagna e tutto ciò che riguardava il miracolo della natura.
Egli era un appassionato dello spazio, della luna, del sole e delle stelle.
Del resto, così come la sua poesia "Alle stelle" ci è parsa la più adatta a rappresentare la sua sensibilità e l'abbiamo, conseguentemente, fatta trascrivere sulla sua lapide sopra la tomba di famiglia, nel cimitero di Prima Porta (Roma) dove Maurizio riposa, parimenti il motto presente nello stemma araldico dell'A.M. "Virtute siderum tenus" - che significa "Con valore verso le stelle" - ci è sembrato idoneo come sottotitolo del libro a lui dedicato.
Maurizio amava i bambini e certamente, se avesse avuto dei figli, ha lasciato scritto che <<li avrebbe educati con la stessa generosità con la quale siamo stati educati noi dai nostri genitori>>: con molte attenzioni e premure, facendo capire loro la differenza tra il bene ed il male, ottimista e sicuro che alla fine il bene vince. Sono sicuro che ora, dall'alto è orgoglioso che una scuola abbia il suo nome e che molti bambini, piccoli principi, oggi presenti, lo considirino un esempio.
Molti suoi amici o colleghi, la fidanzata e chi ha avuto modo di conoscerlo, lo ricordano anche molto simpatico e scherzoso. Se in famiglia appariva, il più delle volte, riservato e serio, e d'altronde ricopriva il ruolo del figlio e del fratello maggiore avvertendone la responsabilità, suscitava naturalmente simpatia ed emanava allegria con gli amici che lo rammentano vivace, comunicativo ed espansivo, fino all'estroversione.
Possedeva, fin da adolescente, un fortissimo senso dell'adattamento e questo - unito alla sua riservatezza, qualche volta lo facevano apparire, ai miei occhi, una figura a metà tra un guru spirituale, un missionario laico ed un maestro di sapienza. Questa sua "superiorità" l'ho sempre avvertita, specialmente negli ultimi dieci anni della sua vita, anche se il vivere quotidiano porta a non mettere a fuoco molte azioni o pensieri che invece la morte rianalizza e fissa definitivamente attraverso un montaggio a posteriori.
Maurizio amava moltissimo studiare e scrivere al computer: queste due attività sono state le più continue degli ultimi anni.
Non ammetteva lo studio fine a se stesso, quello che ti permette di superare l'esame lasciandoti, peraltro, vuoti e lacune - avendo appreso poco o nulla -, al solo scopo di accelerare il tuo corso di studi per il traguardo della laurea prima possibile.
Maurizio, pur lavorando da anni intensamente, si sarebbe laureato all'Università "Federico II" di Napoli, in ingegneria aeronautica, nel giro di due o tre anni, anche se, tra esami in Accademia e nelle varie Università frequentate, in Italia ed all'estero, è come se, potenzialmente, si fosse già laureato due volte. Per esempio, la frequenza (da agosto 1995 a luglio 1996) dei General Duties Aerosystem Course, presso il Royal Air Force College di Cranwell, dove Maurizio conseguì la qualifica di Sperimentatore di Sistemi, è considerata equivalente almeno ad un "Bachelor's Degree in Science or Engigneering"(Laurea in Scienze o Ingegneria) del sistema universitario inglese.
Questa sua preparazione - prevalentemente scientifica, storico-politica, e nel diritto - oltre che nella sua specifica disciplina di ingegneria aeronautica, traspariva da ogni suo discorso o commento ai fatti del giorno o ad un telegiornale. Il suo bagaglio di conoscenze era elevatissimo ed il suo iter universitario (considerando le votazioni e la media generale) prestigioso. Sono stato felice - seppur nella mestizia dell'evento - quando, il 18-3-1998, il Rettore dell'Università di Napoli, il Prof. Fulvio Tessitore, ha conferito alla memoria di mio fratello un diploma di benemerenza. E' un riconoscimento, credo, significativo ed importante per lui e per la nostra famiglia che lo ha visto impegnarsi, negli studi, al limite delle possibilità umane. Così come ero stato orgoglioso, il 25-2-1998, quando il Santo Padre Giovanni Paolo II ha permesso alla mia famiglia di incontrarlo in Vaticano. Maurizio aveva stima del Papa e so che avrebbe aderito con fervore religioso a questa iniziativa.
Penso, in verità, che io ho perso mio fratello, i miei genitori hanno perso un figlio, Flavia ha forse perso l'uomo della sua vita e l'Italia ha perso un suo valido ufficiale -addestrato a difendere il nostro Paese in caso di ostilità. Non tutti hanno queste facoltà e questo spirito di sacrificio. Io, per esempio, non ce l'ho.
Ai funerali di Stato, all'aeroporto militare di Pratica di Mare, c'erano circa mille persone, tra familiari, personalità, colleghi, amici, provenienti da tutta Italia e molti erano in lacrime.
Come ho scritto prima, Maurizio - convinto assertore della meritocrazia - era molto determinato e deciso nel raggiungere i suoi obiettivi che continuamente, nella sua vita, si prefiggeva: ultimamente la laurea in Ingegneria Aeronautica e credo, la possibilità, in un futuro, di partecipare al concorso per astronauti. Gli ultimi astronauti italiani, hanno seguito la stessa strada percorsa da mio fratello, tanto che erano colleghi e si stimavano a vicenda. Per questi due obiettivi, la laurea e lo spazio, dedicava tutto il suo tempo a disposizione allo studio, al perfezionamento e all'impegno intellettuale, non facendo, tuttavia, mancare il suo apporto morale alla famiglia.
Un filosofo cattolico francese, Jean Guitton, afferma che <<quando si è preti o militari non si deve aver paura di morire>>.
Maurizio non aveva paura di morire; anche perché era consapevole dei rischi del suo mestiere (peraltro, a suo avviso, non più alti di molti mestieri considerati dal pensiero comune, a torto, più sicuri) ed improntava la sua vita ed il suo lavoro ad una monastica e rigorosa disciplina e, direi, coraggiosamente.
Maurizio molto spesso mi rassicurava: gli incidenti aerei avvengono meno frequentemente che con altri mezzi di trasporto e si manifestano, principalmente, per due motivi: errore umano e guasto tecnico. Le percentuali sono, rispettivamente, circa del 90% e del 10%. Egli era preparato a non sbagliare; anche se questo, nella vita, non è sufficiente perché può sbagliare un altro e coinvolgerti nell'incidente.
E' bello, del resto, pensare che Maurizio si era diplomato, all'Accademia Aeronautica di Pozzuoli, nel 1989, risultando primo del suo corso tra i navigatori ed ultimamente ricopriva la qualifica di Istruttore di Specialità Sperimentazione e di capo della sezione Navigatori del reparto d'élite dell'A.M: il Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare, dove prestava servizio dalla fine del 1994.
Un' ultima considerazione, dopo l'8-8-1997, la vita della mia famiglia e quella mia personale è cambiata. E' come se, da quel giorno, noi tre fossimo rinati a nuova vita con questa imprevista condizione di mancanza, di vuoto, di attesa di qualcuno che non arriverà mai più. Viviamo ricordando Maurizio e Maurizio vive in noi, più di prima.
Ricostruire quelle terribili ore, dal momento in cui abbiamo saputo che era caduto l'aereo con a bordo "Ziolo", fino al momento in cui abbiamo saputo che era privo di vita e non poter fare niente contro la morte, è impossibile e, probabilmente, addirittura inutile: fanno parte delle laceranti emozioni vissute sulla nostra pelle e delle tragedie purtroppo capitate alla famiglia Poggiali che Maurizio, più di chiunque altro, è riuscito, in vita, ad onorare e della quale era sicuramente il rappresentante più prestigioso.
Maurizio era orgoglioso di appartenere all'Aeronautica Militare e noi siamo sempre stati orgogliosi di lui. Pochi giorni prima della tragedia mi confidò che il suo lavoro, al Reparto Sperimentale Volo, gli piaceva e so che si dedicava anima e corpo al suo impegno.
Con lo spirito e gli insegnamenti di mio fratello, ciò che mi urge gridare è che - al di là dei lla responsabilità e della negligenza del pilota e dell'altro sopravvissuto, - trovo francamente inaccettabile che un aereo militare cada in Italia, nel 1997, a pochi chilometri da Roma, d'estate, in una giornata serena, e venga ritrovato soltanto il giorno dopo grazie all'intervento di alcuni gitanti occasionali! Tutto ciò può sembrare assurdo, ma posso affermare con indignazione, e senza timore di smentita, che è la realtà dei fatti accaduti, purtroppo.
Per questo, la mia famiglia ed io, da anni stiamo cercando di far evidenziare la verità e la giustizia e ritengo sia un diritto ed un dovere della mia famiglia l'accertamento delle varie negligenze e delle responsabilità. Purtroppo, a seguito dell'incidente, nonostante la solidarietà espressaci dal Presidente della Repubblica e da alcuni rappresentanti istituzionali, siamo e lo dico con rammarico, rimasti soli.
Maurizio si è sempre battuto, in tutta la sua vita, per l'onesta, la giustizia e la verità. Sono i cardini degli insegnamenti che Maurizio aveva assorbito dalla mia famiglia che ora cerca di onorare la sua memoria, facendo rivivere il suo spirito nel tempo e cerca altresì di evitare che in futuro accadano tragedie come quella che è costata la vita a mio fratello.
Vorrei che questo non si dimenticasse mai ed oggi, questo. Maurizio credeva in Dio, era religioso ed aveva una visione spirituale della vita: questa consapevolezza ci fa essere più vicini a lui sapendo che è lassù nei cieli e ci protegge dall'alto.
Ringrazio ancora il Sindaco Veltroni, l'Assessore Borgna, e il dott. Veri ni, la sig.ra Talamonti e la dott. ssa Margotti che negli anni hanno seguito l'iter per arrivare a questa celebrazione che è un onore per la mia famiglia, per l' Aeronautica Militare e per la sua città tanto amata: Roma.

Poesia di Fabio Poggiali
"In lode di Maurizio"

Maurizio,
folgorato da un sogno giovanile
ebbro di serenità
fiducioso di destini giusti
misuravi le tue capacità
al soffrire - sentito doverosamente amico.
Avevo un fratello aviatore...
Scherzai un giorno e lo scrissi di nuovo
Ora, assordante cieco destino
inaccettabile approdo per menti protette
da visioni fanatiche
instauri il tuo falso potere.
Dio è un rimedio, il solo
per questo sconquasso di idee, di creatività,
di sorrisi, di tenerezza.
La tua mano sulla spalla, padrino e fratello
mare calmo d'estate
bambino che piange sdentato
pigrone imbottito di studio,
di ardori napoletani,
di tennis domenicali.
In Brasile correvi sulla spiaggia,
al Polo Nord pensavi,
a Pozzuoli studiavi
ma sempre tornavi al calore
della tua cameretta - stile navy -
mai voluta modificata.
Dal tempo e dalle ingiurie
paziente uomo e saggio ragazzo
non torni più.
In sogno, bruchi sentieri inesplorati
come quello di Monte Lupone.
Da Roma a Cori,
pochi chilometri,
quasi una nuotata nel cielo
sereno come tu quel giorno.
Qualche battuta spensierata,
un po' di fame, un biscotto
e poi via nell'alto, in alto
per lidi abituali ma letali.
Un suono, un battito d'ali tremanti,
un'angoscia, perché?
Dio mio,
ma allora...
Poi un tonfo, un altro, e un lento
immergerti nel tutto.
Di fuori preghiere, sospiri, lacrime, sangue.
Di dentro, solo tu, il tuo silenzio, la tua rabbia.
Il verbo al passato è declinato,
al futuro, al futuro immaginavi tu.
La tua cameretta,
i compagni, le adunate, il silenzio.
La notte, Brondi e Mammetti
Mora e quell'idiota di...
Poi un urlo di liberazione, Evviva...
Sleaford, l'America, il Texas, Mather, Ghedi, Cranwell,
le lunghe lucide elucubrazioni aeronautiche,
i brevetti, i diplomi di nostalgia intrisi,
qualche fetta di cocomero
e le preghiere, so anche questo,
per allontanare il male
con la m minuscola,
per un Maggiore dal 9-8-'97
ma Capitano per tutti noi,
per mamma, per papà, per Flavia. Per me.
Bandiera familiare,
vessillo d'orgoglio,
Top Gun di versi anticipati,
camicia di forza di ferree consuetudini,
volavi per un destino diverso,
per prospettive intraviste, in un futuro migliore.
Aborrivi la mafia, fratello maggiore,
detestavi la stupidità e tante altre cose
ma le amavi quasi tutte quelle che ti concesse
la vita di trentadueannicinquemesiventigiorniequalcheora,
da quel Venerdì 19 Febbraio 1965
a quell'odioso - eppur col tempo amico -
Venerdì 8 Agosto 1997.
Le lusinghe rimarranno,
i rimorsi ostacoleranno il destino,
la forza di ieri
emergerà inattesa in gemiti attesi,
i drammi paterni affievoliranno
i candori materni esiteranno
i bagliori fraterni stempereranno.
Un muso inatteso,
una vertigine raggelata per un precoce talento,
oso assaporare impaziente.
Ma le perplessità permangono,
il fato oscuro e tenace
morde la preda più valorosa del branco.
Insospettabile alchimia indesiderata,
opziosa valvola di sfogo,
per terapeutici approcci meticolosi,
inaccettabile empito di libertà,
stonata sicurezza di volo
in una caccia al tesoro.
Addio, misurata altitudine,
addio squilli notturni,
addio raggi di sole dalle vetrate celate.
Eeeeeeh!
Il tuo saluto familiare ed atteso,
il tuo orgoglioso smisurato valore.
Ingegnere del tempo e dello spazio,
all'insaputa di molti,
svettavi incompiuto e compreso dal tramonto più arduo.

 

 

Attestati, brevetti e qualifiche.

MMotivazione della medaglia d'oro al valore aeronautico
concessa alla bandiera di gruppo del Reparto Sperimentale Volo

"

Nell'assolvimento dell'ardua attività di sperimentazione di nuove macchine a terra ed in volo, ha fin dai tempi pioneristici dell'aviazione, offerto esempio di dedizione appassionata ed instancabile al dovere, consentendo all' Aeronautica Militare, alle Forze Armate italiane ed alla Nazione di conseguire risultati di avanguardia nella realizzazione di programmi nazionali ed internazionali nel settore aerospaziale.
L'appassionato e generoso slancio degli equipaggi nel corso delle ardimentose prove, la conseguente accettazione del rischio della vita nella ricerca dei limiti di funzionamento e di sicurezza delle macchine, il supremo sacrificio di molti dei suoi uomini, sono testimonianza indelebile e nobilissima di una tradizione di eroismo e di virtù militari e professionali, che danno prestigio all'Aeronautica Militare ed all'Italia"

 

 

 

 

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